Matteo Ferretti – Artista visivo astratto | Energia, forma e coscienza
Dove la percezione si amplia, nasce l’opera. La mia ricerca nasce nel punto in cui l’esperienza interiore supera
il confine dell’io e si estende verso un campo più vasto, silenzioso, informale.


Non dipingo il mondo visibile.
Dipingo ciò che precede la forma: tensioni, equilibri, campi energetici, risonanze che emergono quando la percezione si fa più ampia.
Ogni opera è il tentativo di tradurre quel momento di chiarezza, dove tutto diventa essenziale e la realtà sembra farsi più trasparente, come se mostrasse la propria architettura profonda.
L’opera non rappresenta: rivela.
Lavoro nell’intersezione tra arte e coscienza.
Per me la pittura è un varco, non un atto creativo.
Quando entro nello stato di coerenza — un silenzio vibrante, lucido, limpido — sento che qualcosa si organizza da sé.
La mia mano segue, non guida.
Non realizzo: ascolto.
E ciò che appare sulla tela è la memoria di quello spazio interiore, la cristallizzazione visibile di un istante di percezione espansa.
Nelle mie opere convivono ordine e tensione, quiete e movimento, materia e vibrazione.
Non cerco il significato. Cerco la presenza.
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